Ogni tanto torno a Lodi, città piccola, accogliente, a misura d'uomo, con un grazioso centro storico, imperniato su Piazza Maggiore e sul Duomo.
Oggi non c'è il sole ma non fa freddo.
La città è inserita con il fiume che la bagna nel parco Adda Sud.
L'occasione è ghiotta, per gli estimatori ma non solo: il festival della fotografia etica.
La manifestazione coinvolge svariati punti espositivi, tipicamente si tratta di location di interesse storico e culturale. Gli accessi sono regolati. Gli aventi diritto hanno acquistato il biglietto in Piazza Broletto e sono muniti di un bracciale di riconoscimento.
Fotografi premiati per le loro immagini, scattate in giro per il mondo, soprattutto in luoghi impervi, difficili da raggiungere e in cui la vita è quotidianamente messa a dura prova. Scatti che ti fanno riflettere, non ti lasciano indifferente, aprono gli occhi e il cuore. Spesso crudi. Ma è la vita stessa ad esserlo, soprattutto se nasci nel posto sbagliato del mondo e non hai la possibilità e la forza di resistere.
I visitatori non mancano, con i loro braccialetti arancioni al polso, la cartina geografica della città e l'itinerario da seguire in mano. Alcuni, curiosamente, sono pure muniti di macchina fotografica. Vorranno diventare famosi anche loro!
Un plauso all'iniziativa.