Come vengono scelti i luoghi in cui si svolgono le vicende delle più note fiction televisive? Nel caso di Don Matteo la risposta è fin troppo evidente. Spoleto, come molti altri piccoli centri umbri, mette sul piatto storia, tradizione e cultura.
Conviene parcheggiare nella parte bassa della città per poi gedere della salita con le scale mobili.
C'è il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta. Nel piazzale antistante c'è il bar-ristorante dove Don Matteo e il maresciallo Cecchini si incontrano per scambiarsi idee sulle indagini e per una partita a scacchi. Ma non c'è la caserma. Questa è vera finzione.
C'è la rocca Albornoz, già cardinale, condottiero e politico spagnolo, oggi museo e carcere nella fiction.
C'è il ponte delle Due Torri, che Don Matteo attraversa con la sua bicicletta. Quando l'ho attraversato era pieno di gente e si stava stretti. Quando pedala lui...beh...è tutta un'altra storia!
Eccoci a "Le cronache di Narni"! Veramente era Narnia, il regno incantato dei romanzi di Lewis e pellicola cinematografica.
Ma Narni evidenzia le qualità dei borghi umbri: aria collinare, pulita, poche auto in giro, centro storico pedonalizzato.