Portovenere (Sp)

7 agosto 2018

Giornata calda ma resa sopportabile da una leggera brezza.

Difficilissimo trovare parcheggio. Bisogna fare ampio ricorso alle riserve personali di pazienza. L'andatura del visitatore deve essere volutamente lenta per consentire la visione di un paesaggio che rasserena, costituito dallo specchio d'acqua limpida del Golfo dei Poeti, dalla macchia mediterranea e dall'incessante frinire di cicale.

Se il turismo non fosse una risorsa economica per il nostro paese  bisognerebbe rimpiangere la bassa stagione. C'è gente dappertutto e nell'aria si intercettano le lingue del mondo. Le spiagge sono piccole, ma le calette tra gli scogli non mancano.

Le imbarcazioni continuano a caricare turisti diretti alle mete delle riviera di levante e del golfo in particolare.

Una volta Porto Venere era solo un borgo di pescatori. Oggi non è certamente così. I servizi ricettivi e le attività connesse al turismo rappresentano la principale fonte di sostentamento del luogo. A detta dei locali durante l'inverno vivono nel borgo una cinquantina di persone, d'estate si arriva a 5000 presenze.

Ma oltre a godere del paesaggio basta guardarsi attorno e trovare angoli di storica bellezza: la chiesa di San Pietro, che dal promontorio si affaccia direttamente sul mare, il castello Doria, i resti di due mulini, la cinta muraria con la porta di accesso al borgo. Il carugio è ricco di vita e di folklore locale. C'è persino il negozio che vende pesto, non senza avertelo fatto assaggiare.

Per ulteriori informazioni consultare il sito web all'indirizzo https://portovenere.a-turist.com/it/portovenere

Il borgo è patrimonio dell'umanità. Lo ha sancito l'Unesco.