La giornata è fredda ma c'è il sole. A Trento si vedono i segni della recente nevicata. Lascio l'auto in un parcheggio interrato vicinissimo al centro e mi avvio a piedi.
30 centesimi di euro all'ora. Ci credereste? E' il prezzo del parcheggio! Si lo so. Francamente non ricordo di aver mai pagato così poco. Bravi trentini!
La città è immersa nell'atmosfera dell'imminente Natale. C'è un sacco di gente in giro. Il mercatino di Natale e il più tradizionale mercato riempono le vie del centro.
Mi perdo a guardare gli artigiani del legno e del vetro. Ma ci sono anche i fabbricanti di candele e di prodotti alimentari tipici. C'è pure un attempato Babbo Natale improvvisato che mescola polenta in un pentolone.
Dopo aver girato è il momento del ristoro. Ne ho la certezza perchè la punta del naso è davvero fredda. Ecco il locale giusto: è una caffetteria/pasticceria. Cioccolata calda e sfogliatina triangolare con marmellata di mirtillo. Anche questa volta sono salvo.
Sfido la nebbia che, sia nel viaggio di andata che di ritorno, mi ha tenuto compagnia tra Lombardia e Veneto.
La meta è Verona. Ma questa volta non divago, vado a colpo sicuro all'Arena. C'è una mostra sul presepe. Si tiene tutti gli anni e ogni anno propone opere da tutto il mondo. Si pagano 7 euro di ingresso, forse troppi considerato la durata contenuta della visita.
Trovate i presepi realizzati da sapienti artigiani dell'italica penisola e il resto del mondo, che si esprime con i propri mezzi e le proprie idee.
I prepepi africani e sudamericani sono poveri, semplici. Ma anche in quei luighi nasce il Bambino. Mi ha colpito molto il presepe brasiliano. Il Bambino nasce nelle favelas di Rio De Janeiro. Le case sono costruite con il cartone.